Amendolite
Si parte dalle raccomandazioni del Consiglio UE per l’Italia (2020): un libro di buone intenzioni molto generiche (qui: https://ec.europa.eu/.../2020-european-semester-csr-comm...). “Migliorare l’efficienza del sistema giudiziario” o “migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione” non sono raccomandazioni, sono pie intenzioni.
La presenza di un unico strumento di programmazione sufficientemente dettagliato (il Piano Nazionale per l’Energia ed il Clima qui https://www.mise.gov.it/.../doc.../PNIEC_finale_17012020.pdf) che, comunque, rimane un documento di livello “alto”, non è una buona premessa per la definizione degli strumenti di pianificazione e della programmazione operativa di dettaglio per l’utilizzo del “recovery fund”.
Ecco allora l’ineffabile documento “linee guida” (qui: http://www.politicheeuropee.gov.it/.../linee-guida-pnrr...) che si apre con l’orribile locuzione in burocratese “al fine di”.
Ci sono un po’ di grafici della Commissione (manco tradotti) incollati sul pdf: ma cosa ne faremo di quei denari (ne abbiamo scritto qualche giorno fa) in parte a prestito, non è chiaro. Non è chiaro nemmeno come il governo intende coordinare (davvero) il meccanismo finanziario: chi saranno i beneficiari? Chi valuterà la bontà dei progetti? Finiremo ancora nel gorgo delle graduatorie e dei ricorsi? Saremo trascinati nella frammentazione e personalizzazione per fini elettorali sotto la pressione delle Regioni?
Non è dato sapere.
L’unica cosa certa è che c’è una ricca torta di misure di “assistenza tecnica” (consulenti privati) da dividersi (a naso una settantina di milioni). Quella si che nel grande piano l’hanno dettagliata.
La storiella dell’appaltone CONSIP sull’assistenza tecnica per i fondi SIE 2014/2020 è nota (vedi qui: 10 lotti per complessivi 261 milioni, qui i vincitori – le solite società di consulenza - https://www.consip.it/.../gara-servizi-di-assistenza...).
Attendiamo il refrain in salsa recovery fund.
NOTA: la spendita di denari per l’assistenza tecnica è la misura dello svuotamento professionale delle amministrazioni attuatrici della programmazione operativa. La domanda è: a cosa servono ancora le PPAA se il lavoro lo fanno i consulenti al 99%? Perché allora non usare quei denari per assumere nel pubblico nuove competenze (che poi resterebbero nel pubblico a vantaggio di tutti)?

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